E non é ancora Natale.

Vediamo se ora ce la faccio a darvi un’idea generale di quel macello indescrivibile che é stato ieri sera.
Cominciamo con ordine:

Arrivo alle 3 di pomeriggio per dare una mano e mi ritrovo in mano un telefono con il compito di organizzare l’alloggio per gli Atarassia Gröp.
Scarico il furgone di tutte le bevande, sudando 7 maglioni e bestemmiando esemplarmente.
Piazzo le transenne e a momenti non divento la prima martire del Partito facendomi travolgere dalle suddette.
Accalappio Il Bel Ragazzo (incontrato una volta al presidio carcerario e mai più rivisto da allora) per fargli montare i fusti della birra, facendolo diventare automaticamente membro dello Staff con tanto di birra gratis per il resto della serata (grave errore).

Un fusto di gas mancava di guarnizione (*bestemmia*), l’altro perdeva (*doppia bestemmia*), una delle 3 spine mandava fuori solo schiuma e in questa situazione di merda si aprono i cancelli.
Io me ne lavo le mani e sparisco.

Passo il resto della serata a intrattenere un sacco di gente, il Bisi, chiamato anche Uomo Hardcore, il Dolce Satanista, comunista mangiabambini ateo e fascinosissimo, il Visco denominato Estremista Innamorato (vi ricordate il ragazzino che prendeva più botte che altro?), l’Elfo che più elfico non si può, il Logorroico che é arrivato già ubriaco di buona misura, il Presidente che mi ha iscritto a mia insaputa in lista per il Gran Consiglio e il Batterista Psicotico, che finalmente si é ricordato del mio regalo di compleanno e mi ha talmente sommersa di affetto verbale che dimenticherò velocemente l’incazzatura di venerdì.
Il concerto inizia, il Bel Ragazzo ha approfittato pienamente del suo status di *sono dello staff, non pago da bere* ed é  talmente ciocco che inizia a flirtare contemporaneamente con tre ragazze (me compresa) infischiandosene della sua morosa lasciata a casa.

I Blackpint, gruppo locale di minorenni fomentati, aprendo le danze si infomentano anche di più (grande onore di suonare con la Banda Bassoti, grande onore).
Non interessandomi particolarmente e cominciando a sentire un accenno di stanchezza nelle gambe vado a sedermi contro un muro, con birra e sigaretta.
Il Bel Ragazzo mi segue, si siede accanto a me, appoggia il capino sulla mia spalla e si lascia andare alla sonnolenza alcolica…
Dovreste vederlo, questo ventenne che il veganesimo ha lasciato con il viso di un 17enne, quei due occhi grigioverdi dalle ciglia nerissime che quando ti si piantano addosso fai fatica a non scioglierti e quel sorriso un po’ troppo contagioso.
Ho sempre detto di essere una maledetta esteta, vero?

Cominciano a sorpresa i KOAN, quindi faccio rialzare il barcollante ragazzino e mi dirigo in Pole Position.
E anche stasera é il massimo, sono felice, sento la musica che entra, la batteria che rulla (eccazzo se é migliorato Vic in questi mesi), il basso strapazzato e le chitarre più cattive che mai.

Torno a fare il pieno di birra (siamo alla sesta ora di permanenza), cazzeggio in giro per la sala, dò un’occasionale mano al bar, chiacchiero con la sicurezza, cerco secchi e organizzatori artistici, incontro un altro migliaio di persone tra i quali Fajo e la Flower, che eccitata come sempre, corre a infilarsi nel pogo dei Talco, in tutta la sua femminile prorompenza.

Dal palco si annuncia la vittoria dell’Ambrì (essendoci stato in contemporanea anche il derby storico di Hockey) e ci si prepara all’assalto della tifoseria che arriverà di lì a poco.
Sfortunatamente sono vicino all’entrata quando le masse della Curva Sud si rovesciano dentro.
Vedo MiCredoDio bardato come un unno con tanto di striscione che mi salta addosso, e tre secondi dopo vedo che ci saltano addosso altri 5 o 6 skin, formando un’artistica ammucchiata da rugby con me e MiCredoDio sotto (da cui parte delle ossa rotte).

Faticosamente mi rialzo, ma si sa che la sfiga non ha fine, perché in quell’istante cominciano gli Atarassia Gröp e io vengo coinvolta nel pogo generale contro volontà (da cui il resto delle ossa rotte).
Stravolta cerco di guadagnarmi l’uscita da quella massa saltellante per infilarmi in bagno a ricucire le giunture, quando vedo nel sottoscala un groviglio di gambe a me famigliare, ovvero l’Estremista Innamorato con i suoi maledetti anfibi stringati di bianco (li ho messi solo per fare un dispetto a te, Stella) e la sua donna biondissima e vuota come una noce vecchia.

Rido!

Risalgo e su ordine del mio capo Stotter (coordinatore del sindacato per il quale “lavoro”) comincia la mansione di Babysitting politico, vedendo un po’ troppi membri minorenni o quasi avvolti in vaporosi fumi etilici.
Quindi acchiappo il Bomber, il mio quindicenne esaltato, gli sequestro la birra, lo cazzio e lo infilo nel pogo.
Poi tocca al Bel Ragazzo, che mi guarda trasognato e poi casca in terra come un pinolo.
Quindi lo prendo, lo appoggio contro il muro, cambio idea, lo spedisco in bagno, non lo vedo tornare, lo raggiungo, lo riporto su e lo riappoggio contro il muro.
Infine riappare anche l’Estremista Innamorato, che praticamente svolazza, recupera la giacca, mi abbraccia (eh?) mi schiocca un bacio puzzolente di birra e se ne va.
Tutto ciò mentre la Banda Bassotti suona!

In tutto questo casino ci stanno anche un fusto di birra difettoso che lava dalla testa ai piedi me e il Bel Ragazzo, una nuova storia d’amore tra Fajo e la Flower (gioia e tripudio) e una minirissa tra skin all’entrata, per colpa di una bottiglia di birra tirata (intenzionalmente o no, non si sa) a una ragazza che sfortunatamente aveva con sé un po’ di amici incazzosi (grazie alla sicurezza che é intervenuta tempestivamente e con una diplomazia ammirevole, e questa sarà l’unica volta che mi sentirete lodare le forze dell’ordine, sia ben chiaro).

Alla fine della fiera io mi sono accorta che non ho smesso di bere nemmeno per un’attimo ma che sono abbastanza lucida da tornare a casa da sola, che ho passato quasi 12 ore in piedi, a saltellare o a correre e che ho un Dolce Satanista che mi sta facendo il filo da ore senza che io abbia notato alcunché.

Completamente alienata, piazzata davanti al pc aspettando mezzanotte per incontrare Shade, LaPorca, NanoBarbuto e il Jamaicano per andare a goderci la notte bianca (ma non ha mai fine tutto questo divertimento?), una miriade di messaggini di auguri che mi fa lampeggiare il cellulare come le luminarie di questo Natale un po’ troppo devastante, con i Cure che mi canticchiano in cuffia, io mi domando se arriverò mai ai trenta. (Sì, questa frase é troppo lunga e schizoide, ma non pretendiamo logica da una persona che ormai si é arresa all’evidenza che il destino é fin troppo beffardo con lei) <!– –>

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