Ci guarda da là.

Addio Giulietta, nostro piccolo cuore caldo in quel cazzo di Hotel.

*edit*

Te ne sei andata così, in sordina, dopo più di anno di lotte.
Te ne sei andata così, per sfuggire quel dolore che ormai ti accompagnava sempre.
Te ne sei andata così, perché la tua gioia di vivere era troppa per rimaner bloccata a letto.

E noi restiamo qui, a osservare con le lacrime agli occhi quello che hai lasciato.
Non posso credere che la mano che ha scritto l’appunto sul Giro d’Italia e i suoi conseguenti casini di alloggio ora non si muova più.
Non posso credere che non arriveranno più cartoline dal Nepal e dall’India.
E cazzo, hai dimenticato qui il tuo portaincenso di legno di cedro, col quale ci affumicavi tutti di patchouli.

E la sento dire:
“niente fiori al mio funerale, i soldi versateli alla ricerca contro il cancro!”

Va bene Giuli, tutto quello che vuoi.

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