Voglio lavorare in ferrovia.

Stamattina alle 7.00 mi sveglio in preda al panico.
Ieri sera, abbioccandomi accanto a Magio ho dimenticato di puntare la sveglia e il mio coso, andandosene alle 22.30 non mi dà nemmeno la scrollata della buonanotte.

IO STAMATTINA ALLE 8.00 HO UN COLLOQUIO DI LAVORO E NON PUNTO LA SVEGLIA, PORCAPUTTANA!

Al telefono, ore 7.20:
– ma *bestemmia*, perché non mi hai svegliato?
– ma eri sveglia, mi hai anche fatto ciao ciao con la manina dal letto.
– buddhaseduto, non mi ricordo.
– sonnambulite acuta, dicono che é genetica.

Vabbé, l’appuntamento é alle 8.00, quindi cerco di affogare il panico in un bicchiere di succo d’arancia.
Poi mi infilo riluttante in: camicia, maglioncino (rosa, cazzo), pantaloni con la piega e fottute scarpette col tacco che ho acquistato l’altro ieri in un raptus di follia.

Mi incammino verso la sede centrale dell’Impresa di trasporti ferroviaria anonima (ITFA) cercando di metter su la mia migliore versione di “sono la donna che fa per voi, voglio lavorare in ferrovia” e come al solito arrivo con 15 minuti di anticipo, facendomi servire il caffé dal Signor Direttore Finanze in persona, essendo la segretaria ancora in viaggio.

Mi si invita ad appollaiarmi su una poltroncina in sala riunioni e poco dopo mi raggiungono anche i Signori Direttore Finanze (quello del caffé) e Direttore Marketing, armati di antiquati quaderni, un curriculum della sottscritta pasticciato e di lucenti Montblanc, probabilmente regalo dell’Università Dirigenti Sorridenti.

La mia espressione comincia a cedere, sento scricchiolii nella parte sinistra del viso, ma con coraggio affronto il colloquio, mischiando sex-appeal, sorrisi amichevoli, linguaggio professionale e adolescenziale ingenuità.

Prendo un bonus +3 per la sincerità, uno +1 per la simpatia, uno -14 per la scelta delle scarpe.
Al ritorno, togliendole, mi occhieggiano dai mignoli pedestri due belle fiacche che in meno di mezz’ora si gonfiano acquistando dimensioni ragguardevoli.

Con cerotti e pinzetta cerco di rendere i miei piedi utilizzabili in giornata e, applicando il prodotto “disinfettante che non brucia, garantito” a Balerna mi sentono ululare “bruciabruciabrucia-puttanavacca-comebrucia”.

Ora son qui, seduta alla nuova scrivania Mikael, montata ieri l’altro da me medesima, con i diti incerottati che sclero sperando di poter lavorare in ferrovia.

Annunci

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...