Aborto farmacologico e mortalità.

Cercando di dare un taglio alla oramai sfumata polemica sulla RU486, fortemente osteggiata in Italia sia da ministri che dalla chiesa, ho tirato un paio di somme.

La RU486, anche conosciuta come mifepristone, è uno steroide sintetico utilizzato come farmaco per l’aborto chimico nei primi due mesi della gravidanza. [fonte: Wikipedia]
L’introduzione in Italia non é ancora avvenuta poiché il progetto di sperimentazione del farmaco é stato bloccato più volte sia dall’ex ministro Storace sia dall’ex ministro Livia Turco. Anche l’attuale ministro Eugenia Roccella si é opposta all’introduzione della RU486 dichiarando:

Il parere favorevole dell’Aifa alla Ru486 si basa su una valutazione, quella del rapporto rischi-benefici, che lascia molti dubbi — prosegue Roccella — La pillola abortiva presenta infatti troppi lati oscuri: le morti collegate alla Ru486 sono arrivate ormai a 17 e, quel che è peggio, spesso non sono state denunciate dagli istituti di farmacovigilanza, ma da faticosi lavori d’inchiesta giornalistica o da singole persone interessate. L’aborto con la Ru486 è più doloroso, più incerto e psicologicamente più devastante di quello praticato con altri metodi. Inoltre è difficilmente compatibile con la legge 194, secondo la quale l’Ivg deve avvenire sempre nelle strutture pubbliche”
e aggiungendo:
“la Ru 486 riporta l’aborto in una sorta di clandestinità legale: dopo l’assunzione delle due diverse pillole, infatti, le donne in genere tornano a casa fuori dal controllo medico, anche laddove il protocollo chiede il ricovero in ospedale”. “Dopo il ‘si’‘ tecnico dell’Aifa, rilasciato durante il governo Prodi — conclude il sottosegretario — l’unico modo per riaprire la valutazione medica del farmaco e’ passare per l’Europa, strada di cui sarà valutata la praticabilità. In Italia, oggi, restano da definire le modalità di somministrazione e gli aspetti amministrativi, valutando in che modo sia possibile garantire il rispetto della legge 194, anche nella parte che riguarda la prevenzione, e la sicurezza delle donne”
[fonte: Repubblica.it]

Ora, quello che la Roccella si dimentica di dire é che sì, ci sono stata 17 morti causate dalla RU486, ma la maggior parte di esse é stata causata da sepsi atipica, da gravidanze extrauterine o da emorragie sottovalutate. Inoltre 17 morti su più di 2 milioni di aborti praticati con questo metodo é una percentuale più bassa del tasso di mortalità durante un parto naturale [fonte:/www.svss-uspda.ch]

Ora vediamo i tassi di mortalità della madri per i seguenti metodi:

  • RU486: 17 morti ad oggi nel mondo (dal 1988) su più di 2 mio di aborti farmacologici
  • aborto chirurgico: 0.7 per 100’000 aborti (tra l’88 e il ’97) negli USA, in Svizzera 0 su più di 230’000 aborti dall’82 al 2003.
  • parto naturale: 7.1 su 100’000 parti tra il 95 e il 97 negli USA, in Svizzera 6 su 100’000 parti dal ’94 al 2003

[fonte: http://www.svss-uspda.ch]

Vorrei ricordare a tutti che in Italia viene invece prescritto, e anche spesso, il Ritalin: farmaco contro ADHD prescritto a bambini anche sotto gli 8 anni. 25 morti per disfunzioni cardiovascolari negli USA dall’introduzione del farmaco, i pazienti curati con Ritalin sono molto più a rischio di suicidio della media.[fonte: giulemanidaibambini.it]

Questo post é stato scritto in vista dell’8 marzo, giornata della donna.
Invito tutti quelli che passano da queste parti a postare un argomento a scelta sui diritti delle donne per la data dell’8 marzo, perché la festa della donna non é regalar mimose, ma fare qualcosa per aiutare la parità dei diritti e la sicurezza delle donne.

Chiunque vuole aderire all’iniziativa può lasciare un commento.

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