Orrende quisquilie sociali II

La moda, i modelli, gli stereotipi e la televisione. Il fenomeno pro-ana e pro-mia, i casting per i reality, la scuola che non si sa imporre, che non propone modelli positivi, l’ignoranza dei giovani. La letteratura mastica e sputa, i film sempre più superficiali e imbottiti di valori effimeri, la musica con sempre più ritmo e sempre meno contenuti.

Sembra il discorso di una nonna conservatrice. Eppure sono una ragazza di 23 anni.
Non capisco più i giovani d’oggi, non condivido più le loro lotte (se non in rari casi), non ascolto più i loro discorsi.

Vedo ragazzine di 12 anni vestite da discoteca (mi dispiace, non casco più nel tranello di chiamarle troie, perché le troie hanno ben altri problemi) alla ricerca disperata di qualche baldo giovine da approciare, perché questo si pretende da loro, questo é il modello proposto. Poi si piange per le donne stuprate, per gli stupratori incarcerati, per il pudore infangato.

Vedo ragazzini pompati a film porno hardcore che pretendono sesso e violenza, quando una volta i porno avevano una storia e una sorta di distorto romanticismo.
I porno sono diventati più violenti a causa dei desideri dei consumatori o l’inverso? Il comportamento dei giovani d’oggi ricalca i porno attuali. Violenza, foga, dolore e nessun rispetto per la donna, la pornostar che si fa bistrattare nelle peggiori maniere, rischiando il soffocamento o l’emorragia.

E l’assurdo é che alle ragazze di oggi va benissimo così.
Si scattano foto con il cellulare per rivenderle al miglior offerente, chattano con uomini maturi per poterli poi ricattare. Sono quelle che hanno capito che il mondo gira intorno alla figa. Son quelle che non esitano certo ad andare a letto col produttore. E le prostitute vere nel mentre agonizzano.  Loro vengono rapite, ingannate, sfruttate e maltrattate, mentre in TV donne vestite uguali sculettano arrapando mezza penisola (che ovviamento poi va a sfogarsi sulle donnacce, quelle che “é un’indecenza vederle per strada”).

E tutto questo per cosa?
Per il denaro e la fama, che porta denaro e successo, che porta denaro e magari qualche bel calciatore.
Quindi avanti a comprare magliette succinte (con il logo giusto però, se non si passa per barbone, come quelle in strada), gonne giropassera, tacchi vertiginosi, gioielli griffati e borsette costosissime.  I genitori ammiccano, gli insegnanti se ne fottono, i media ci marciano. Va bene così? Non saprei cosa dire.

Approfondimenti:
Film porno: il rovescio della medaglia

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7 pensieri su “Orrende quisquilie sociali II

  1. La società ormai è terminata. Leggendoti mi sono chiesto solo una cosa: come fai a sopportare tutto questo? Dov’è che trovi la forza di scrivere,di fare,nonostante tutto questo schifo? Hai la mia stima. Hai veramente forza…più mi guardo intorno,e più non ne vale la pena di alzarsi,di fare,di discutere. Trovo tutto inutile.

  2. Non so dove trovo la forza.
    Forse la trovo nelle persone care che mi circondano, schifati come me di questo squallore. Forse la trovo dentro di me, una forza che nasce dalla voglia di cambiare le cose.

    Però bisognerebbe trovarla tutti la forza per dire: No, non mi va!

  3. Già,però forse sai meglio di me,che razza di popolo sia quello italiano.
    Gente che è abituata ad accettare e basta,non chiedendosi il perchè,o se sia giusto o sbagliata una cosa.
    Siamo troppo malati…la cosa grave è che la gente non vede tutto questo. Vedo schifo ovunque,vedo ingiustizie,vedo andare avanti gente storta. Non riesco a capire veramente molto di questa società,nonostante sprechi tempo a pensarci.
    Però trovare persone in linea con te(me),fa sempre piacere 😉

    • Che la gente sia pecorona é un dato di fatto e la politica italiana oggigiorno non aiuta di certo.
      Ma di gente pensante ancora ce n’é, e finché ce n’é bisogna tener duro.

      “Solo i pesci morti seguono la corrente”

  4. La politica? Esiste ancora questa parola? Tener duro…per cosa? Per cosa si lotta? Io ormai la penso così: le cose si fanno,per essere un giorno dimenticate.

    • Tutto verrà dimenticato. Anche l’umanità un giorno si estinguerà e la Terra si riapproprierà dei suoi spazi.
      Ma bisogna tener duro anche per sé stessi, per non farsi corrompere, per sentirsi puliti dentro. E se questo porta anche a far del bene, perché no?!?
      Non ci costa niente urlare il nostro sdegno e non si sa mai che queste urla non entrino nell’orecchio a qualcuno.
      A non far niente diifficilmente si sbaglia qualcosa, ma non si impara e non si cresce.

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