Berlino giorno primo

Tornati settimana scorsa da Berlino, città a rilascio lento, ma decisamente apprezzabile.
Quindi niente: i miei ectoplasmici lettori si cuccano il romanzo a puntate dell’esperienza. Buon appetito.

Siamo partiti da Chiasso alle 04.42 per avventurarci nel viaggio in treno più lungo da noi mai affrontato.
Cambio a Zurigo e Mannheim. In totale siamo stati in viaggio ca. 12 ore.
Non appena varcata la frontiera con la Germania vediamo stazioni ferroviarie al limite dello spartano, pulite ma completamente spoglie di qualsiasi tocco di colore.
La mancata prenotazione dei posti e il sovraffollamento del treno ci costringe a vagare per i corridoi dell’ICE 940 per le ultime 2 ore di viaggio.
DB sta per Davvero Bravi, mica per Deutsche Bahn. A un certo punto un bagno del vagone s’intoppa, e la situazione é grave viste le facce dei malcapitati che s’affacciano al wc. Arriva il controllore, appiccica un “fuori servizio”, fa un colpo di telefono e 10 (dieci) minuti dopo(il treno non ha fatto fermate) appare una specie di Super Mario in salopette (targata DB) che entra, bestemmia, chiude la porta. Qualche scroscio e altre bestemmie finché finalmente lo sciacquone si arrende al maestro e riprende a funzionare. Il tizio riapre la porta, da una pulita en passant e salutando se ne torna da dove é venuto (probabilmente dal nulla).

Arriviamo a Berlino e per prima cosa pensiamo bene di perderci in stazione, la quale é assolutamente immensa e piena di fast food americani.
Burger King che fronteggia Starbucks che vive accanto a Dunkin’ Donuts che rivaleggia con McDonalds. Una specie di delirio.

Come primo albergo abbiamo scelto qualcosa di estremamente vicino e possibilmente economico, finendo per soggiornare all’A&O Hotel und Hostel. La stanza si rivela senza inganni: pulita, noiosa e con le pareti troppo sottili. Unica pecca le scarpate sui muri, ma pace. Il personale – giovane ed efficiente – ci consiglia come prima uscita (tenendo conto che erano le 19.00) il quartiere diplomatico.

Zaino in spalla superiamo la stazione centrale, passiamo la Spree e ci rechiamo al monumento per eccellenza: il Bundestag, sede del Parlamento tedesco.

Il giorno seguente sarebbe stata festa nazionale (Riunificazione) e la zona pullulava di giovinastri alticci, turisti e cittadini entusiasti. Cominciamo a notare i primi segni di un alcolismo endemico.

Non si sa bene come siamo finiti in Friedrichstrasse in preda ai morsi della fame più bieca. Decidiamo di assaggiare quello che é lo street food berlinese ufficiale: la Currywurst. Trattasi di salsiccia affettata a tocchi, affogata nel ketchup e cosparsa di polvere di curry, servita a piacere con panino oppure con patatine fritte. Il bugigattolo é assolutamente fetido – notiamo degli spiedini galleggiare in quella che da me é stata prontamente battezzata come sungia di Mordor – ma la Wurst si rivela particolarmente nutriente.
Vaghiamo ancora un po’ per il centro, disorientati anche a causa della digestione particolarmente difficoltosa e finiamo in un Aracnotunnel, un tunnel pedonale illuminato da neon completamente invaso da ragni, almeno una ventina per ogni neon, che tessono la rete in attesa di vittime attirate dalla luce. Io non sono aracnofobica, ma giuro che abbiamo accelerato il passo.

Finalmente riusciamo a tornare in zona Bundestag, dove assistiamo alla proiezione all’aperto di un filmato creato in occasione della giornata della riunificazione, dove con immagini d’archivio viene riassunta la storia dell’attuale Germania.
Vedere i ruderi del Parlamento mentre eravamo seduti accanto allo stesso edificio mi ha fatto particolare impressione.
Domani: alcolismo imperante e camminate funeste

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