Weekly roundup (5 di boh)

Oggi le categorie mi fanno schifo, quindi butto giù tutto a casaccio.

Internazionale segnala il progetto #DissestoItalia, un documentario multimediale sul dissesto idrogeologico in Italia. Tramite filmati e infografiche si racconta un secolo di decisioni stupide e cieche che hanno portato l’Italia ad essere un paese che in futuro dovrà affrontare immani problemi causati dal clima e dall’ipocrisia di amministratori, politici e autorità. Il progetto é stato realizzato in collaborazione con Legambiente, Consiglio nazionale Geologi e CNAPPC. Qui il sito interattivo, qui il canale Vimeo. Buon divertimento.

Dissapore ci segnala i 15 cibi da strada orgogliosamente italiani, e ammetto che un bel po’ di questi cibi non li conoscevo. Sbavo al solo pensiero dei gofri piemontesi.

Sempre Internazionale ha pubblicato un bell’articolo che analizza la scelta di Putin di fare le Olimpiadi invernali 2014 a Sochi. Vi metto solo un paragrafino:
“Per la prima volta nella storia le Olimpiadi si svolgono vicino a una zona di guerra”, scrive il New York Times. “Il conflitto nel Caucaso settentrionale è uno dei più longevi del mondo, una battaglia latente e sporca tra militanti sempre più radicali che operano nell’ombra e forze di sicurezza brutali”. Solo nel 2013 le vittime sono state 529, di cui 127 tra agenti e soldati.”

“La Russia ha lanciato la sua candidatura per le Olimpiadi nel 2006, quando Putin si crogiolava nel suo status di leader che aveva finalmente stroncato la lunga ribellione in Cecenia. Putin non ha scelto Soči per caso. Credeva che un miracolo olimpico ai piedi del Caucaso, non lontano dal teatro di guerra, avrebbe cementato il suo trionfo sui nemici storici”, scrive la New York Review of Books.”

SoftRevolution scrive di whitewashing, un fenomeno vecchio come il segregazionismo, ma grazie a internet sempre più analizzato e criticato.

“Smetto quando voglio” sembrerebbe uno dei pochi film italiani che valga la pena vedere quest’anno. Buona parte del cast di Boris e una storia finalmente nuova e attuale. Dal trailer si intuisce che finalmente l’umorismo macchiettistico all’italiana sia stato lasciato morire.

Kekkoz, che io stimo, ne scrive così:
“SMETTO QUANDO VOGLIO è un film italiano, è una commedia, ed è un’opera prima, eppure ero tentato di dargli addirittura una bomba. Questione di pelle: dalla prima visione del trailer mi è sembrato subito una roba diversa dal tristissimo e deprimente standard a cui siamo abituati (quando ti capita mai di sganasciarti sinceramente con un trailer di un film italiano?) e già questo basterebbe, senza contare che c’è dentro un Pietro Sermonti assolutamente stellare. Poi sono arrivate le recensioni, tutte positive o giù di lì, e quindi gli si dà fiducia e stop. E speriamo che faccia pure qualche soldino, sai mai che serva da modello.”

Ah! e come reminder in questi anni di bullismo telematico:

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